Articoli e approfondimenti
Perchè il Cane da Soccorso oggi
I cani sono a fianco
dell’uomo da migliaia di anni e l’uomo
si è sempre avvalso di loro e
delle loro
splendide capacità per
trarne beneficio
nelle attività più diverse. Cane da guerra, da
traino, da pastore, cane da
caccia, da compagnia, antimine e antidroga…. Cambiano i
tempi, le mode, le
necessità, ma il cane ha sempre guadagnato e ritagliato un
qualche ruolo
importante al nostro fianco. Persino
nei
tempi attuali, dove l’avvento della tecnologia e delle
comodità ha ridotto nettamente
il suo impiego di semplice ausiliario, ma ha amplificato il suo ruolo
di
compagno di vita, di giochi e di sport.
Eppure il simpatico sacco di pelo che ci sta accanto sul divano e condivide con noi ogni momento di vita famigliare può essere ancora un valido aiuto per l’uomo, per la gente, e noi con lui, al suo fianco, a formare una unità cinofila. Una unità cinofila da soccorso.
Perché la ricerca di persone è una di quelle attività “vere” che il cane di noi tutti, e non solo quelli arruolati in polizia o nell’esercito, può svolgere puntando ad una finalità pratica e operativa, oltre che puramente ludica o sportiva. L’affiatamento col proprio amico, l’attività insieme all’aria aperta, i sogni, le fatiche.. sono le stesse di una qualsiasi altro sport cinofilo, con la differenza che a casa, al posto di una coppa, si può portare una vita salvata.
Ma
attenzione, il
mondo del soccorso cinofilo non è una vetrina
per super eroi, sia ben
chiaro.
Perchè le Prove di Cani da Soccorso
Per
fare soccorso cinofilo vero,
oltre a un cane dalle doti
adatte, serve anche un conduttore adatto. C’è
chi
lo fa per idealismo, chi per
sentirsi importante, chi per passare un po’ di tempo
all’aria aperta…. le
finalità personale potrebbero essere tra le più
diverse, ma una cosa dovrebbe
essere ben chiara e comune a tutti: serietà. E ancora
serietà. Gli agonisti
sportivi lavorano sodo per avere una coppa.
E’ assurdo che chi ha come obiettivo non una coppa ma una vita umana non impieghi ALMENO lo stesso impegno.
Un
impegno che, attenzione bene,
richiede una preparazione
al conduttore che va oltre il puro aspetto cinofilo,
perché
in ricerca bisogna
anche saper usare una radio, leggere una cartina topografica, portare i
primi
aiuti a chi si fa male, saper lavorare in e per il gruppo e non da
soli…
Partecipare ad una prova per cani da soccorso può far storcere il naso a chi vede nella propria attività di volontariato (perché in Italia,per chi non lo sapesse, la cinofilia da soccorso è per lo più legata al volontariato di protezione civile) tutto tranne che una competizione a chi è più bravo.
Eppure
se affrontate con lo
spirito giusto queste gare
possono solo dare, e non togliere, al mondo del volontariato cinofilo
di
protezione civile.
L’emozione di una gara ci abitua all’emozione di una ricerca vera. Il giudizio che otteniamo al termine della gara può darci indicazioni su dove migliorare. Confrontarci “contro” (in senso buono) altri partecipanti ci stimola a dare il meglio di noi come forse nemmeno una simulazione nelle esercitazioni può fare. E in più potrebbe avvicinare al mondo del cane da soccorso quelle persone amanti delle gare cinofile (e in genere molto ben preparate nella conduzione dei cani), ma ancora un po’ diffidenti al mondo operativo del soccorso.
Nell’attesa che i tempi siano maturi anche per quello, noi dal canto nostro possiamo provare a fare sempre del nostro meglio, a partire dal lavoro sul campo col nostro amato cane.
Perchè il Pastore Tedesco nel Soccorso

Ci
sono razze create apposta
dall’uomo per eccellere in una
qualche particolare disciplina. Il Pastore Tedesco è forse
una di queste
eccezioni. Il Pastore Tedesco forse non eccelle in niente.
Però sa fare tutto.
E molto bene.
Le sue caratteristiche e qualità lo hanno reso, non per niente, l’ausiliare dell’uomo per antonomasia.
E’ un patrimonio quindi umano, cinotecnico e... pratico che non ha senso perdere, ma va recuperato, valorizzato, incentivato. Il Pastore Tedesco, con una selezione corretta, può dare ancora tanto anche nel mondo del soccorso.
Claudia Confortini, 16 maggio 2010
